
Alla fine del 2015, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Regio Decreto 900/2015, che imponeva una cosiddetta "tariffa di riserva" sull'autoconsumo di energia, più comunemente nota come "tassa solare ". Tale normativa ha suscitato intense polemiche, colpendo in particolare coloro che producevano energia in proprio tramite impianti solari fotovoltaici. Sebbene la legge sia stata abrogata nel 2018, rimane oggetto di dibattito per le sue implicazioni sullo sviluppo delle energie rinnovabili in Spagna.
Questa tassa ha rallentato notevolmente l'espansione dell'energia solare in Spagna, uno dei paesi con il maggiore potenziale solare in Europa. L’autoconsumo fotovoltaico, che avrebbe potuto rappresentare una potente soluzione per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, è stato interessato da questa normativa.
Cos'è la tassa solare?
L'imposta solare era un'aliquota applicata agli impianti solari collegati alla rete elettrica che superavano i 10 kW di potenza installata. Ciò includeva sia case che aziende. La giustificazione del governo si basava sul fatto che chi produceva la propria elettricità continuava a dipendere dalla rete in determinati orari, come di notte o nelle giornate nuvolose, e quindi doveva contribuire al suo mantenimento.
La tassa solare non ha colpito gli impianti di piccole dimensioni, come quelli con meno di 10 kW o quelli situati nelle Isole Canarie, Ceuta e Melilla. Tuttavia, la sua diffusa applicazione nel resto del Paese è stata vista come un freno all’autoconsumo e alla transizione verso un modello energetico più sostenibile.

L'impatto della tassa solare
La creazione della tassa solare sotto il governo di Mariano Rajoy e il ministro dell'Industria José Manuel Soria ha segnato un prima e un dopo nello sviluppo dell'energia solare in Spagna. Fino al 2015, la Spagna è stata leader nella transizione verso le energie rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, con incentivi e sussidi che hanno promosso l’installazione di pannelli solari. Tuttavia, dopo l'imposizione di questa tassa, l'installazione di nuovi impianti fotovoltaici è diminuita drasticamente.
I paesi con meno risorse solari come la Germania hanno iniziato a superare la Spagna nell’installazione di pannelli solari, nonostante l’enorme potenziale che la Spagna presentava per guidare questo mercato. Infatti, prima della crisi economica e delle politiche di austerità, la Spagna era in prima linea nel campo delle energie rinnovabili. L’introduzione della tassa ha rallentato tale crescita.
L'argomentazione del governo a favore della tassa solare
Il ministro José Manuel Soria ha difeso il pedaggio di riserva sostenendo l'equità del sistema elettrico. Secondo il governo, anche se gli autoconsumatori generavano energia, rimanevano collegati alla rete nei periodi in cui non potevano produrre abbastanza elettricità, quindi dovevano contribuire alla manutenzione delle infrastrutture.
Anche se a prima vista questo argomento sembrava logico, molti settori hanno sottolineato che ignorava i vantaggi dell’autoconsumo, come la riduzione delle emissioni di CO2 e la decentralizzazione della produzione di energia, che alleviava il carico sulla rete elettrica.
Conseguenze della tassa solare
Per molte organizzazioni, come Greenpeace, la tassa solare era una misura che penalizzava le energie rinnovabili. Già prima del Regio Decreto esistevano ostacoli amministrativi e la mancanza di incentivi che rallentavano la crescita dell’autoconsumo in Spagna. Con l’avvento del pedaggio di riserva, gli investimenti in questa tecnologia sono stati ulteriormente scoraggiati.
I piccoli impianti non potevano vendere l'energia in eccesso generata, il che significava che l'elettricità in eccesso veniva utilizzata gratuitamente dalle grandi società elettriche, che poi la vendevano al prezzo di mercato. Ciò ha avvantaggiato le società elettriche danneggiando i piccoli produttori.
Inoltre, per un impianto fotovoltaico domestico, il pedaggio ammontava a circa 9 euro per kilowatt di potenza, il che aggiungeva un notevole costo aggiuntivo all'utilizzo dei pannelli solari. Negli impianti industriali l’impatto economico è stato ancora maggiore.

Movimenti anteriori all'abrogazione dell'imposta
Dall'entrata in vigore della tassa solare si è registrata una forte opposizione da parte di organizzazioni ambientaliste, associazioni di settore e partiti politici di opposizione. La pressione è aumentata fino a quando, nel 2018, il governo Pedro Sánchez ha abrogato la tassa attraverso il Regio Decreto Legge 15/2018.
Oltre ad eliminare l’imposta, la nuova normativa ha introdotto misure per promuovere l’autoconsumo, facilitando le procedure amministrative e consentendo l’autoconsumo collettivo, che ha consentito alle comunità vicine di condividere i propri impianti solari.
Si potrebbe evitare la tassa solare in altri paesi?
La Spagna è stato l’unico paese in Europa ad aver implementato una tassa sull’autoconsumo solare. Altre nazioni del continente hanno optato per politiche molto più favorevoli nei confronti delle energie rinnovabili:
- En Portogallo, l'autoconsumo è esentasse se non supera 1 MW e l'energia in eccesso è remunerata al 90% del prezzo di mercato.
- En GermaniaAnche le grandi aziende elettriche come E.ON offrono servizi che consentono agli autoconsumatori di immagazzinare l'energia solare generata.
- En Francia, i progetti di autoconsumo vengono incentivati attraverso gare e premi per l'energia in eccesso immessa in rete.
Questi approcci più progressisti hanno facilitato l’espansione dell’energia solare in quei paesi, mentre la tassa solare ha notevolmente rallentato lo sviluppo in Spagna.
Impatto dell'abrogazione della tassa solare
L’abrogazione della tassa solare nell’ottobre 2018 è stata ampiamente celebrata, poiché ha comportato non solo l’eliminazione del pedaggio di riserva, ma anche l’introduzione di misure che favorivano l’autoconsumo. Tra queste misure spiccavano la semplificazione delle procedure, l’introduzione dell’autoconsumo collettivo e la possibilità di compensare il surplus di energia prodotta.
Da allora le installazioni fotovoltaiche sono cresciute dell’80%, spinte anche da nuovi sussidi e da una maggiore consapevolezza della sostenibilità energetica. Oggi l’autoconsumo è un’opzione praticabile e redditizia nella maggior parte del Paese.
Attuali misure per promuovere l'autoconsumo

Dopo l’abrogazione dell’imposta, il governo ha continuato a promuovere l’autoconsumo con diverse iniziative:
- Compensazione in eccesso: Le società elettriche sono ora obbligate a risarcire gli autoconsumatori per l’energia che immettono nella rete, il che ha ridotto i tempi di ammortamento degli impianti.
- Semplificazione amministrativa: Le procedure per la legalizzazione delle agevolazioni sono state snellite, consentendo ai consumatori di autoconsumare in breve tempo.
- Autoconsumo collettivo: Le normative ora consentono a più utenti di condividere un impianto solare, riducendo i costi e incoraggiandone l’adozione nelle comunità vicine.
Tali disposizioni si inseriscono in un quadro normativo allineato alle linee guida dell’Unione Europea, che sostiene l’autoconsumo come soluzione chiave per la transizione energetica del blocco comunitario.
Grazie a queste misure, le case e le aziende spagnole godono di una maggiore indipendenza energetica e di notevoli riduzioni sulle bollette elettriche, il che contribuisce in modo significativo anche alla lotta contro il cambiamento climatico.